Cara cipolla, di Roberto De Luca

Tagliata fine è come sposa velata.
Crea alambicchi tra oscure credenze
e vecchi ricordi, peltri e merletti .
Gira e rigira in
cerchi concentrici, sempre
più bianchi, seguendo una scala,
come una strada, fino a
raggiungere il centro:
un tenero cuore !
Luce dalla finestra ti accende e
t’illumina, mentre salti in cucina
e rilasci profumi,
un  po’ amari e pungenti,
un po’ dolci e suadenti.
Se con un  nome d’ortaggio,
dovessi chiamare  una donna
un po’ fata,  un po’ maga,
un po’ bianca e dorata,
morbida, erotica che,
col suo  aroma  prezioso,
suscita lacrime  per  vicinanza
mai per  distanza,
io,
ormai chiuso in una piccola ampolla,
la chiamerei Cipolla!

aaa cipolla

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